Ma questa crisi è finita oppure no?

Secondo me no, e credo che il picco più basso non sia ancora stato raggiunto, inoltre credo che fino a che in Italia non verrà fatta una vera riforma fiscale e della costituzione, non vedremo miglioramenti reali.

Purtroppo l’elevato costo del lavoro e le tasse elevate fanno si che i grandi investitori spostano le loro aziende, in paesi dove l’economia è più favorevole, dove non devono combattere con i sindacati e pagare tasse elevatissime.

La Fiat ha in controtendenza proposto di fare un investimento enorme a favore del lavoro e del paese, ma i sindacati preferiscono lamentarsi, invece di prendere atto che è un opportunità. Ovviamente la fiat chiede qualcosa in cambio, vuole turni di lavoro più lunghi e altre cose per garantire la continuità del lavoro della fabbrica. Purtroppo l’italia non è in condizioni di trattare, quindi deve accontentarsi, altrimenti i posti di lavoro si perderanno ancora perchè le aziende come la fiat se andranno in altri paesi.

Questa crisi inoltre è causata dalle banche e dalla loro fame speculativa, le quali non non aiutano la ripresa perchè preferiscono non investire in aziende più fragili come quelle italiane, in questo momento.

Sentivo ad una trasmissione televisiva, dove intervistavano le imprese, che in molti casi questi hanno dovuto ridurre sensibilmente la produzione e i dipendenti, a causa della scarsa domanda e della elevata concorrenza delle aziende estere. Ovviamente i nostri prodotti manifatturieri sono cari, perchè altrove tutto costa di meno e quindi anche il prodotto finale.

Quindi se non ci sono persone che lavorano non ci sono presone che spedono e tutte le altre professioni ne risentono.

Solo le imprese italiane che operano in settori dove i margini sono alti e il Made in Italy significa qualità, allora si possono permettere la mano d’opera italiana, ma in tutti gli altri casi no.

Io vedo la crisi come una marea che si restringe e si redistribuisce in altre aree, in pratica scende la domanda in alcune aree e cresce in altre, ma bisogna avere la cultura per capirlo e diversificare l’attività della propria impresa.

In pratica cambiano i mercati, ne nascono di nuovi e ne muoiono altri, del resto ce lo insegna la storia.

Per fare in modo che questo processo di rinnovamente abbia un evoluzione generalizzata e veloce, come ho già detto sono necessarie le riforme, e fornire una formazione adeguadata alla nuova generazione e a quella attuale.

Purtroppo però i politici sono scadenti, con poche eccezzioni, e la formazione nelle scuole e nelle università è spesso obsoleta, rispetto agli altri paesi.

Questo significa che dobbiamo fare tutto da soli, che non significa che non si può fare, ma che è solo più impegnativo.

Io per essere indipendente ho scelto il forex perchè mi consente di lavorare senza avere grandi responsabilita e senza stress, decido io se voglio rischiare e quanto e se perdo alla fine non devo preoccuparmi di licenziare o delle scadenze incombenti che ha un azienda in un mercato che si sta restringendo.

a presto

5 comments

  1. simone /

    sono D accordissimo con te tanto è vero che per resistere a questa crisi voluta .. molte persone devono avere anche un secondo lavoro part time .. vedi tutte le badanti estere che ci siamo messi in casa per accudire i nostri vecchi che alla fine ci accorgiamo che era meglio chiedere ad una amica pagandola che affidarci a stranieri che poco a poco ci svuotano la casa. Comunque a me è servita di lezione questa crisi perchè stare negli allori dopo un pò marciscono .. Simone

  2. Condivido pienamente, volevo precisare inoltre che siamo cresciuti con l’idea che, deve essere lo stato a risolvere i problemi e siamo cresciuti con la certezza del posto di lavoro fisso.

    Infatti la televisione ci fa vedere i cortei di gente che si lamenta e protesta.Intanto i politici litigano.

    Rimane il problema che la maggior parte non ha disponibilità economiche per affrontare i cambiamenti dove serve un’istruzione diversa da quella che possiede.

    Anch’io mi sto adoperando per cambiare, ma è davvero difficile avere ancora fiducia, dopo aver perso tutto ciò che si aveva perchè le istituzioni non funzionano.
    Ciao a presto.
    Raffaele

  3. Giuseppe /

    Ciao Stefano, sono d’accordo ma in parte… modestamente non si può andare avanti cosi. Noto con tristezza che si fanno discorsi egoistici, parlando di se stessi come se l’unica strada percorribile senza uscita, spesso sono FIGLI di PAPA’ e fannulloni pieni di soldi.
    Oggi con la Scusa della CRISI che ci hanno portato e della Concorrenza, AUTORIZZIAMO i Padroni a fare dei LAVORATORI ciò che si vuole… INACCETTABILE.
    Sappiamo tutti come è venuta la CRISI sappiamo tutti con che tipo di concorrenza sleale abbiamo a che fare, in CINA si lavora 24H la giorno per meno 100 $ al mese!!!Dunque non facciamo la MORALE del cavolo e dare sempre la colpa hai LAVORATORI!!!
    L’unici che devono essere presi a calci sono i POLITICI che votate…Anzi con questa legge elettorale SI votano LORO STESSI visto che scelgono loro chi riscaldare la Poltroncina.
    ABBIAMO POLITICI che non risentono mai di nessuna CRISI pagati molto Bene pieni di LUSSO con un parco auto BLU che neanche negli USA hanno “circa 90 mila auto, costo 5 MILIARDI di EURO L’ANNO” e per finire come una BARZELLETTA a questi signori tocca la pensione senza mai avere versato CONTRIBUTI.
    Dunque prima di dare Ragione hai Padroni…Capiamo chi ci sta postando nella TOMBA.
    Giuseppe, Imprenditore Edile. Bye

  4. Ciao Stefano…
    Cè chi non lo vuole ancora accettare, ma l’ Italia è…..
    ” FALLITA “.
    Non aggiungo altro!!!

  5. Ciao Stefano, non sono molto d’accordo con questa analisi. I motivi della crisi economica sono a mio avviso questi:

    1) eccessiva speculazione finanziaria che ha scatenato l’effetto domino (Fannie Mae, Freddie Mac, Lehman Brothers…)
    2) globalizzazione e crescita dei mercati in via di sviluppo (Cina, India…)
    3) sistemi produttivi italiani ancorati agli schemi di 50 anni fa (Fiat, Merloni, Mivar…)
    4) eccessiva speculazione finanziaria italiana (Montedison, Olivetti, Cirio, Parmalat…)
    5) assenza di controlli (Consob che dorme mentre Parmalat crolla)
    6) scarsa INNOVAZIONE e RICERCA
    7) sistema scolastico inefficiente (perché all’estero tutti parlano inglese e da noi no?) 8) mentalità (costruita ad hoc negli anni) del posto fisso e del lavoro da dipendente. Tutti “cercano” lavoro, pochi se lo creano.
    9) politica assente o peggio, corrotta

    Detto questo, c’è da dire che gli imprenditori veri, anche in Italia, sono in contro tendenza e, nonostante la crisi, assumono.
    Un esempio? Mario Carnaghi (vende in tutto il mondo e assume).
    I faccendieri invece chiudono o vanno in Romania.

    Ora, non si può competere con la Cina, semplicemente perché non è possibile lavorare 24 ore al giorno e dormire all’interno dell’azienda (come fanno i cinesi). Inoltre non è possibile lavorare per pochi centesimi come fanno gli indiani, perché da noi il costo della vita è 100 volte superiore al loro. Quindi l’unico modo per uscirne è fare gli imprenditori *seriamente*.
    Innovare e fare ricerca. Individuare nuovi mercati. Già, perché non è possibile continare a vendere sempre le stesse automobili in Italia (secondo paese al mondo come numero di autoveicoli circolanti). O fai un’auto elettrica, magari ad acqua o ad aria, oppure cambi mestiere. A chi vuoi vendere ancora?

    I sindacati infine, servono eccome. Anzi, quelli nostrani sono pure troppo inefficienti. Ricordo che le 40 ore settimanali sono state una conquista, altrimenti oggi lavoreremmo tutti 12 ore al giorno, bambini compresi.

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